Paella valenciana, una tradizione familiare

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La storia della paella valenciana e la sua ricetta originale

La paella valenciana è originaria della zona rurale del parco naturale dell’Albufera, a 20 km da Valencia.

La paella è senza dubbio uno dei piatti emblematici della gastronomia spagnola. È famosa in tutto il mondo, ma ci sono diverse teorie sull’origine, la denominazione e la ricetta.

Storia della paella

La paella nasce nelle zone rurali tra i secoli XV e XVI, per la necessità dei contadini di preparare un pasto con gli ingredienti che avevano a disposizione.

Inizialmente gli ingredienti erano: carne degli animali allevati, verdure fresche coltivate dagli stessi contadini, riso, zafferano e olio d’oliva. Il tutto cucinato lentamente sulla brace a legna che le da un sapore e un odore caratteristico.

Sull’origine della parola “paella” ci sono varie teorie. Le più famose sono due:

  1. deriva dal latino patella (in italiano padella). Questo spiegherebbe anche perché la padella in cui si cucina la paella si chiama essa stessa “paella”.
  2. deriva dall’arabo “baqiyah” (in italiano avanzi). Nelle feste della comunità araba (largamente presente in Spagna nel corso degli anni) i resti non si buttavano, si mischiavano con il riso il giorno dopo diventando un nuovo piatto.

Tradizioni attuali

La tradizione vuole che la “paella” sia cucinata all’aria aperta e possibilmente con legna d’arancio, che a Valencia è facile trovare. Molte famiglie la cucinano in casa utilizzando una serpentina circolare a gas per distribuire il calore su tutta la “paella” (padella).

In generale la paella è il piatto della domenica, quando ci si riunisce in famiglia. Gli spagnoli mangiano la paella a pranzo! Non a cena. In alcuni ristoranti potrete trovarla anche in orario serale, ma sappiate che verrete subito identificati come turisti 😉

Nelle famiglie si assiste spesso a controversie quando si cucina la paella. I valenciani tendono ad essere puristi quando si parla di questo piatto.

In un articolo uscito sulla rubrica di cucina del quotidiano “El Pais” si dice:

“.. restare nudo in pubblico, che ti insegua un mostro e preparare una paella a un valenciano mentre ti dice che stai facendo tutto male. Sono 3 dei peggior incubi di qualsiasi adulto…”

La paella valenciana DOC si cucina solo con la carne di pollo e coniglio, oltre alle verdure, tutto il resto è “riso con cose”, o almeno così dicono i valenciani. 😉

Paella valencianaNel 2001, a Madrid, si cucinò la paella più grande del mondo che entrò a far parte del Guinness dei primati. La padella aveva un peso di 23 tonnellate, il suo diametro di 21 metri e sedici centimetri.  Furono realizzate 1100.000 razioni, gli ingredienti utilizzati furono 6.000 kg di riso, 12.000 kg di pollo e coniglio, 5.000 di verdure, 1.100 litri d’olio, 275 kg di sale, 26 kg di colorante alimentare, 16 kg di peperoncino rosso dolce, un kilo di zafferano e 13.000 litri d’acqua. Dieci le persone incaricate alla cottura e più di 80 collaborarono alla sua realizzazione. (http://galbis.com/record-guiness)

Paella e arte

Nella città di Valencia si possono incontrare molte opere di “street art”. Uno degli autori è italiano, si chiama Erica e il cane e in un’opera rappresenta proprio la tradizione di cucinare la paella solo con pollo e coniglio. Il disegno è fatto sopra ad una rappresentazione di una paella realizzata da Escif, un artista valenciano. L’opera si trova nel quartiere del Carmen.

paella valenciana - graffiti

Ricetta

In realtà in Spagna si possono incontrare vari tipi di paella. Le più famose sono: di carne, di pesce, mista (carne e pesce) o solo di verdure.

La ricetta della paella valenciana originale comprende i seguenti ingredienti:

  • olio di oliva
  • acqua
  • carciofi
  • riso
  • zafferano
  • coniglio
  • pollo
  • fagioli bianchi grandi
  • fagiolini piatti
  • paprika
  • un pomodoro fresco

Non ci azzardiamo a dare indicazioni su quantità e indicazioni di cottura 😉

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Sono laureata in psicologia clinica dell’infanzia, adolescenza e famiglia e diplomata in psicoterapia strategica ad approccio integrato. Il mio sogno nel cassetto è sempre stato quello di vivere in Spagna, ho sempre adorato la cultura e la lingua di questo meraviglioso paese. Il trasferimento non è stato certo facile, mi sono scontrata con numerose difficoltà, ma proprio dal superamento delle stesse ho imparato come poter essere utile a chi come me ha intenzione di trasferirsi. Il mio approccio alla psicologia e alla vita in generale si fonda proprio sul presupposto di trasformare le difficoltà in risorse.

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