Pastificio italiano a Granada

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Monia e il suo pastificio

in pieno centro a Granada…

 

Di cosa ti occupi? Parlaci della tua attività…

Ho aperto da circa tre mesi un laboratorio di pasta fresca italiana, come ce ne sono tanti in Italia, ma raramente se ne trovano qui in Spagna. Produciamo circa 5kg di pasta fresca, ogni giorno differente, come tagliatelle, spaghetti, lasagna, cannelloni e ravioli con gustosi ripieni (carne, salmone, spinaci, zucca e tantissimi altri ripieni stagionali). Si può comprare la pasta per poi cucinarla in casa come da vera tradizione italiana, o piuttosto scegliere un box di pasta (che contiene più o meno 150 grammi di pasta) ed attendere solo tre minuti che il cuoco Ermes (nonché mio compagno e marito) la cucini al momento con una ampia scelta di salse fatte da noi (pesto, ragu bolognese, amatriciana, carbonara…)

Nella nostra pasta cerchiamo di rappresentare la vera essenza di Italia, utilizzando tutti ingredienti freschi, senza conservanti ed una grande varietà di sapori.

pastificioCome mai hai lasciato l’Italia e, soprattutto, perché la scelta è ricaduta sulla Spagna?

Vi racconto un po’ la nostra storia: io sono di Roma, mentre Ermes è di Milano. Nell’agosto del 2017 separatamente abbiamo fatto il cammino francese di Santiago di Compostela e ci siamo conosciuti a circa metà strada, precisamente a León. Per ben 400 km abbiamo quindi camminato insieme fino alla meta, senza mai lasciarci. Ed una volta tornati in Italia, abbiamo capito che il nostro cammino doveva continuare ancora insieme. Il caos delle due grandi città però non è stato di aiuto, e ci siamo subito lanciati nella ricerca di una città più piccola in cui le distanze non fossero infernali e dove poter vivere più tranquillamente, in un posto però pieno di vita e di cultura. Per questo Granada è stata la scelta più ovvia e siamo contenti di vivere qui.

C’era qualcosa in particolare dell’Italia che non ti piaceva? 

In particolare considero soffocanti le grandi città, piene di smog e traffico. In queste realtà, emerge la mancanza di organizzazione: diventa impossibile fare qualsiasi cosa (che si tratti di un semplice documento, piuttosto che un progetto più grande come aprire un nuovo locale). Inoltre anche l’estraniamento delle persone che vivono ognuno la propria vita, senza facilmente trovare dei luoghi comuni dove incontrarsi.

Certamente immaginiamo non sia stato semplice trasferirsi in un’altra nazione. Raccontaci un po’ dei primi passi in Spagna…

Il trasferimento è stato abbastanza semplice, anche se inizialmente abbiamo riscontrato non poche difficoltà con la lingua. Più volte eravamo scoraggiati dato il difficile che può essere cercare un appartamento, iniziare ad avviare varie pratiche burocratiche in una lingua in cui ancora non sai esprimerti.  Per questo, quando abbiamo aperto la nostra attività, la scelta più facile è stata quindi quella di affidarci ad un ingegnere tecnico per  le pratiche al comune e la documentazione per la reforma del locale, mentre ad commercialista per le pratiche contabili e fiscali.

Ci sono state poi tantissime persone che ci hanno aiutato con consigli e contatti vari.

Tutto il resto, come la richiesta di documentazione iniziale come NIE o empadronamiento, può esser tranquillamente portato a termine senza bisogno di affidarsi necessariamente a qualcun’altro.

Raccontaci un po’ della qualità e del costo della vita a Granada. Particolari differenze con Roma?

La vita qui in Granada non è così economica come si pensa: affittare un appartamento di 100mq nel centro di Granada sicuramente costa meno di uno in periferia a Roma di 50mq, però essendo una città di studenti di turisti, trovare la casa “giusta” in affitto a persone “normali” può essere difficile. Anche uscire la sera ed andar al ristorante può esser dispendioso perché essendo Granada la città delle tapas gratis, tutto quello che va oltre, si paga, anche caro rispetto alla qualità offerta.

A Granada ci sono opportunità lavorative per giovani che come te vogliono trasferirsi all’estero?

Penso che Granada offra diverse opportunità lavorative nel campo dell’hosteleria (cuoco o cameriere) e del turismo (guida) però essendo alta sia la domanda che l’offerta, c’è il rischio che il giovane sia “sottopagato”. La mia decisione è stata quindi subito quella di mettermi in proprio perché non volevo affrontare datori di lavoro che in tal senso possano sfruttare il lavoro di altri. Però questa è una mia opinione che non trova conferma nell’esperienza che ho vissuto io personalmente qui in Granada.

Quali consigli daresti a chi, come te, volesse avviare una propria attività in Spagna, ed in particolare in Andalucia?

Penso sia una buona scelta quella di mettersi in proprio, rischiosa soprattutto all’inizio che non ti conoscono e quindi la gente è più restia anche ad entrare nel negozio. Però a lungo andare distinguersi con la qualità del prodotto che si vende raddoppia le proprie potenzialità, oltre che investire su buon marketing e pubblicità.

Hai mai pensato di tornare in Italia? Se si per quali motivi, cosa ti manca del tuo Paese?

Per il momento non ho mai pensato di tornare in Italia, anche perché è relativamente poco che vivo qui in Spagna (circa 9 mesi).

Monia ti ringrazio per la tua testimonianza a nome di tutti i lettori del nostro blog e della nostra pagina facebook, dove possiamo venire a trovarti? 

SCOLAPASTA – Calle Álvaro de Bazán, 17

in pieno centro di Granada, al lato del mercato di San Agustin (negozio all’angolo dell’uscita del parking)

 

Telefono: 634989581

Seguiteci su Facebook e Instagram scolapasta.granada

 

 

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Valentina Ferrara
Mi sono laureata in Psicologia dello sviluppo e delle istituzioni socio-educative presso l’Università La Sapienza di Roma e specializzata in Psicoterapia Psicoanalitica. Ho conseguito successivamente un Master in Psicologia Forense e, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, continuo a studiare approfondendo vari ambiti della psicologia. Mi sono innamorata della Spagna ed ho pensato di trasferirmi lì quando un giorno del mio secondo viaggio in Andalusia, seduta a leggere un libro in Plaza Nueva a Siviglia mi sono fermata un attimo e guardandomi intorno ho realizzato di sentirmi “a casa”, tutto intorno a me mi dava quella sensazione. Amo il cinema, viaggiare e fare sport, mi piace conoscere nuova gente e confrontarmi con differenti culture cercando di vivere più possibile le emozioni che sono la diversità può regalare.

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