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Lavoro e Professioni in Spagna

Destinazione Spagna: mettiamoci a lavoro! Chi ben comincia…

[…] quando lasci l’Italia a 20 anni è un conto ma farlo a 45, con due figli adolescenti, è tutta un’altra storia. Dopo aver perso il lavoro, la decisione di emigrare è stata l’unica alternativa che ci si prospettava, mentre la vera scelta è stata optare per la Spagna. Dopo 6 anni dal nostro trasferimento, siamo soddisfatti di questa decisione ma i primi tempi sono stati duri. L’ostacolo più grande è stato senz’altro trovare lavoro”.
M. 51 anni

Sto pensando di trasferirmi in Spagna, perché sono stata diverse volte in vacanze e mi sono innamorata di questo Paese. La gente è allegra, vive la vita serenamente, si diverte. […] In realtà non mi sono informata più di tanto sul lavoro perché non mi preoccupa particolarmente, sono sicura che qualcosa troverò, non ho grandi pretese, mi basta iniziare anche con un lavoretto e poi si vedrà”.
C. 22 anni

Se sei qui è perché anche tu, come M. e C., fai parte di quella percentuale di italiani che decide di emigrare in Spagna o sta iniziando a valutare questa possibilità!

Le testimonianze di M. e C., seppur brevi, ci raccontano di come il progetto di lasciare l’Italia ha aspetti del tutto personali, cosi come anche le aspettative e gli atteggiamenti possono essere veramente differenti. Nonostante ciò, c’è qualcosa che accomuna le varie esperienze di emigrazione, un filo conduttore che le lega: il lavoro.

Che ci piaccia o no, almeno nei Paesi occidentali, il lavoro è ciò che muove i popoli: la perdita del lavoro, il desiderio di cambiarlo, la voglia di lavorare all’estero e mille altre motivazioni ancora, sono la base su cui costruiamo l’idea di lasciare la nostra terra natia.

Quando l’idea inizia a trasformarsi in un vero e proprio progetto, ecco allora che il nostro filo conduttore inizia a differenziarsi. Possiamo quindi trovare tanti fili quante sono le persone che intraprendono un progetto di trasferimento, però in un modo o nell’altro…

vi sono due tipi di atteggiamenti e comportamenti opposti che prevalgono:

  • trasferimento disinformato” e
  • trasferimento informato”.

Il trasferimento disinformato è il tipico “vado in cerca di fortuna, così, un po’ all’avventura”. Certo, trovarsi al posto giusto nel momento giusto richiede una buona dose di fortuna, però se ci impegnassimo noi stessi a costruire questa fortuna?

Il primo impatto con una nuova realtà porta spesso ad una ristrutturazione delle aspettative, alle volte troppo irrealistiche e cariche di luoghi comuni e stereotipi, e a sentimenti di sconforto, quando queste si infrangono. Dunque, perché non valutare buona parte dei fattori che determinano il successo o il fallimento dell’espatrio prima ancora di partire?

Ad esempio hai mai pensato alla possibilità che anche in Spagna, come in Italia, ci siano grossissime differenze tra il nord e il sud del paese? All’idea che una regione abbia aspetti peculiari rispetto alle altre sul fronte del lavoro? Le domande su cui riflettere sono veramente numerose e tutte, in un modo o nell’altro sono utili per evitare che il nostro sogno di cambiare vita si trasformi in un incubo.
Eccoci qui per supportarti il più possibile nella creazione di un “trasferimento informato”.

Come pianificare un trasferimento informato?

La prima cosa da fare prima di cercare un impiego è avere chiaro cosa stiamo cercando, verificare che il settore lavorativo a cui ambiamo sia richiesto proprio nel posto in cui intendiamo trasferirci.

Considerare attentamente la città/regione scelta, non solo per il clima, il cibo e chissà quanti luoghi comuni, ma anche in base al tasso di occupazione/disoccupazione negli specifici ambiti lavorativi.

Un altro aspetto importantissimo è anche conoscere le peculiarità linguistiche delle varie regioni. Sapevi che la maggior parte delle regioni spagnole oltre al castigliano (lingua ufficiale in tutta la Spagna), ha una seconda lingua ufficiale? Ovviamente anche questo aspetto ha delle ripercussioni importanti sulla ricerca del lavoro.

Chiaramente sarebbe utile arrivare in Spagna con un’infarinatura linguistica che ci consente di iniziare a muoverci in questo nuovo ambiente, rendendoci senz’altro più sicuri di noi stessi. A questo proposito, possono essere di aiuto le molte scuole di lingue in loco o i corsi online per approcciarsi alla nuova lingua.

Invece per chi conosce già la lingua è importante ottenere una certificazione ufficiale da poter inserire nel proprio CV che potrebbe fare la differenza al momento dell’assunzione lavorativa.

Un altro aspetto che potrebbe rendere il nostro progetto di trasferimento il più consapevole possibile, è quello di pensare alle differenze tra l’Italia e la Spagna in merito alla attività preliminari per la ricerca del lavoro, come ad esempio la stesura del curriculum e la lettera di presentazione. E poi, come prepararsi al meglio per un colloquio di lavoro? E qualora avessi già trovato lavoro, quali documenti ti serviranno? A questo proposito il N.I.E. è veramente necessario?

Nel caso in cui tu sia un professionista, innanzitutto occorre valutare se la tua professione è riconosciuta in Spagna e a questo proposito, considerare l’iter burocratico necessario per ottenere il riconoscimento dei titoli, nonché i costi e i tempi necessari per le traduzioni giurate. E nel caso in cui rientri in una categoria protetta, cosa occorre sapere prima di partire? Come se la cava la Spagna con le differenze di genere a lavoro?

Queste e tante altre informazioni verranno affrontate in questa sezione. Ricorda, sarà fondamentale la capacità di adattamento alla nuova realtà e alle opportunità che incontrerai lungo la tua strada però, prepara bene le valigie … le informazioni non pesano!

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