Atención Temprana: prevenzione disabilità e disturbi infantili

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L’attenzione nei confronti della disabilità è molto diffusa in Spagna. Generalmente l’approccio è di tipo inclusivo anziché discriminatorio e vengono forniti diversi tipi di aiuti, interventi e facilitazioni.

Abbiamo avuto l’occasione di farvene conoscere alcuni grazie agli articoli precedenti sul welfare e la disabilità e sui centri estivi. 

Altri servizi cominciano ad occuparsi molto precocemente della disabilità, del ritardo nello sviluppo e di altre difficoltà che possono presentare i bambini nei primi anni di vita.

Lo scopo di questo intervento così precoce, è promuovere il benessere e prevenire il più possibile le conseguenze negative legate alla condizione di disabilità, ritardo o problematica dello sviluppo stessa. In quest’ottica è nata la Atención Temprana.

Atención Temprana

La Atención Temprana è un trattamento abilitativo e riabilitativo rivolto alla fascia di bambini dai 0 ai 6 anni con ritardo o disturbi dello sviluppo. I disturbi dello sviluppo hanno grandi conseguenze a livello individuale (per il bambino stesso), familiare e sociale, perciò si cerca di lavorare in un’ottica di contenimento e ridimensionamento delle conseguenze negative che potrebbe avere il bambino durante la crescita, aumentare le autonomie ed evitare future discriminazioni.

Se un bambino presenta un disturbo o un ritardo dello sviluppo e non riceve trattamenti di Atención Temprana, la probabilità che presenti maggiori difficoltà a vivere un vita normale o che il disturbo peggiori aumentano.

La Atención Temprana cerca proprio di evitare che si vada verso un peggioramento della sintomatologia e della qualità della vita del bambino e di chi gli sta intorno.

Il LIBRO BIANCO sull’Atención Temprana, elaborato dalla Federación Estatal de Asociaciones de Profesionales de Atención Temprana (GAT), la definisce come l’insieme degli interventi diretti a bambini tra 0 e 6 anni, alle loro famiglie e alla rete di persone intorno a loro con l’obiettivo di rispondere il prima possibile alle necessità transitorie o permanenti che presentano bambini con ritardo, disturbo dello sviluppo o che rischiano di soffrirne. Si orienta, quindi, verso la prevenzione e l’intervento assistenziale nei confronti di quei bambini che si trovano in situazione di rischio o che presentano difficoltà e disabilità.

I fattori di rischio

I fattori di rischio che possono compromettere un sano sviluppo cerebrale sono molteplici e altrettante le possibili cause del ritardo nello sviluppo o della disabilità. Ad esempio possiamo considerare tutti i fattori di rischio pre e perinatali, le lesioni cerebrali accertate, i traumi ma anche la scarsa stimolazione sensoriale del bambino e le problematiche dell’attaccamento con le figure parentali. Molte volte vi è la compresenza di diversi fattori e il quadro si fa ancora più complesso. In tutti questi casi l’intervento con la Atención Temprana fornisce supporto e aiuta a favorire l’acquisizione di funzioni che sono state danneggiate.

Non tutti i disturbi dello sviluppo vengono diagnosticati in fase perinatale, pensate ad esempio alle diagnosi all’interno dello spettro autistico che non possono essere fatte, solitamente, prima del terzo anno d’età del bambino. I segnali d’allarme sono visibili già durante i primi 3 anni di vita del bambino ma è cruciale l’attenzione dei genitori e degli educatori a contatto con il bambino per scorgerli e rivolgersi prontamente ad un’equipe in grado di diagnosticare il disturbo. E’ importante, quindi, in questi casi ricorrere il prima possibile alla Atención Temprana per cercare di massimizzarne gli effetti benefici anche su questi bambini.

La Atención Temprana si articola sui principi scientifici di diverse discipline: pediatria, neurologia, psicologia, neuropsichiatria infantile, pedagogia, fisioterapia, logopedia, ecc… La Atención Temprana deve essere quindi programmata da un’equipe multidisciplinare in maniera personalizzata e individualizzata su ogni bambino. Proprio perché nei primi anni di vita la plasticità neurale dei bambini è elevatissima, è importante stimolare le funzioni cerebrali legate allo sviluppo delle varie funzioni e competenze durante questa finestra temporale.

Ovviamente l’intervento dovrà essere fatto nel totale rispetto del ritmo e delle capacità del bambino: un’eccessiva forzatura e stimolazione non porterà a risultati migliori.
Sul territorio spagnolo sono presenti numerosi centri dove viene offerta la Atención Temprana e il numero è in continuo aumento.

Come usufruire del servizio

Unica nota dolente di questo utilissimo servizio è il fatto che non sia erogato dalla sanità pubblica e quindi non sia gratuito e garantito in maniera universale. Molti specialisti che si occupano della Atención Temprana si stanno battendo affinché lo diventi proprio perché si rendono conto dell’importanza di questo servizio e di quanto incida sulla qualità della vita dei bambini e delle famiglie che ne usufruiscono, oltre che della rete sociale che gravita loro attorno.
Estendendo la possibilità di usufruire della Atención Temprana in maniera universale e gratuita a tutti i bambini e le famiglie verrebbe fornita l’importante occasione di prevenire anche problematiche psicologiche come disturbi della condotta, del sonno, dell’ alimentazione, del linguaggio, psicomotori, ecc… Inoltre, verrebbe fornito sostegno ed educazione ai genitori per imparare a riconoscere e gestire queste problematiche spesso ignorate o sottovalutate. Spesso nemmeno i genitori si rendono conto di quanto incidano in maniera negativa sulla qualità della vita dell’intera famiglia e della rete di persone che ruota intorno a loro attraverso le loro relazioni interpersonali.

Basti pensare agli effetti e alle conseguenze che può provocare un bambino con condotta aggressiva nei confronti dei compagni di classe. Il problema in questo caso non è più solo del bambino e della sua famiglia ma si estende a macchia d’olio con ripercussioni sui compagni che possono rispondere chiudendosi intimoriti o con altrettanta aggressività. I compagni, a loro volta, riporteranno alle proprie famiglie il disagio vissuto, nella modalità con cui possono essere capaci dei bambini.

Le famiglie, a loro volta, dovranno percepire, capire e gestire questo disagio (nella migliore delle ipotesi). Gli insegnanti si ritroveranno a dover sacrificare una parte di insegnamento curriculare per far fronte all’emergenza comportamentale e assicurare l’incolumità degli alunni. La dirigenza scolastica dovrà prendere dei provvedimenti disciplinari o pensare di impiegare una risorsa in più per aiutare a gestire il bambino all’interno della classe e così via in una spirale viziosa.

Questo è solo un esempio tra i tanti che avrei potuto fare e vi invito a pensarne altri sulla base delle vostre esperienze personali. Riflettendoci tutti bene, non sarebbe effettivamente meglio cominciare a puntare di più già dai primi anni di vita sulla prevenzione del malessere e la promozione del benessere?

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