Come evitare la discriminazione del bambino straniero a scuola

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Come evitare la discriminazione del bambino straniero a scuola?

Una volta giunti nel nuovo Paese ci si approccia con nuove usanze, abitudini, ci si immette in un nuovo sistema culturale e per quanto riguarda i bambini in un nuovo ambito scolastico.

Le modalità di interazione sociale di una certa cultura possono essere diverse da quelle della cultura di origine, inoltre essere uno “straniero” può accrescere i pregiudizi nei confronti degli expat e influenzare quindi le interazioni.

Vediamo come evitare la discriminazione del bambino straniero a scuola

Quando un bambino viene inserito in un contesto scolastico precostituito che non viene modificato dal nuovo ingresso si parla di “assimilazione”, se invece anche il contesto che accoglie viene in parte modificato dall’arrivo di un nuovo componente e vi si adatta allora possiamo parlare di “integrazione”.

Si parla quindi di integrazione quando il cambiamento è reciproco, quando entrambe le parti si aprono al nuovo e riconoscono la diversità dell’altro come un altro modo di essere e come risorsa di valore che apporta qualcosa di positivo al proprio modo di essere. (leggi anche: Adattamento o isolamento? Il processo di adattamento a una nuova cultura)

Il passaggio dall’integrazione all’inclusione avviene invece quando invece di lavorare sul singolo soggetto si lavora su tutti i soggetti coinvolti, quando il cambiamento avviene dapprima nell’ambiente e di conseguenza e livello umano e non viceversa e quando avviene una normalizzazione della diversità, cioè quando la diversità dell’altro non viene negata ma viene accolta come altra condizione umana altrettanto di valore.

Come lavorare con il gruppo classe?

Per evitare la discriminazione del bambino straniero a scuola è fondamentale lavorare a livello educativo piuttosto che impositivo affinchè la concezione di integrazione entri a far parte dei valori personali del soggetto e non si percepisca come un’imposizione esterna.

Innanzi tutto è fondamentale valorizzare le origini, la cultura, le tradizioni e le usanze del Paese di origine dell’expat in modo che possano sia ambientarsi più facilmente che confrontarsi con i compagni favorendo la percezione di sentirsi alla pari con i coetanei.

Fin dal primo giorno è necessario incentivare e lavorare su collaborazione, cooperazione e clima di classe. In particolare sono da valorizzare le strategie di lavoro collaborativo in coppia o in piccoli gruppi. L’apprendimento è una condizione influenzata dalla qualità delle relazioni, dagli stimoli e dai contesti tra pari.

Al fine di evitare la discriminazione del bambino straniero a scuola è molto utile proporre occasioni di condivisione di usi e costumi differenti, anche con attività extracurriculari, stimolando la curiosità per ciò che è nuovo, creando dei dibattiti, leggendo libri, guardando film e documentari che trattino della storia e della cultura del compagno straniero. È fondamentale trasmettere il messaggio che la diversità sia una risorsa di arricchimento per entrambe le parti e non un limite.

È molto importante lavorare parallelamente anche con le famiglie di tutti i bambini della classe favorendo una cultura integrativa anche tra genitori e favorendo lo scambio comunicativo tra scuola e famiglia, facendosi eventualmente aiutare anche da mediatori culturali.

Insomma, il modo migliore per creare una cultura multietnica ed evitare discriminazioni di bambini stranieri è sottolineare gli aspetti di uguaglianza tra le varie culture piuttosto che mettere l’accento sulla diversità; i bambini per fortuna non sono ancora influenzati dai pregiudizi che hanno gli adulti e possono facilmente recepire buoni messaggi educativi.

 

 

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Valentina Ferrara
Mi sono laureata in Psicologia dello sviluppo e delle istituzioni socio-educative presso l’Università La Sapienza di Roma e specializzata in Psicoterapia Psicoanalitica. Ho conseguito successivamente un Master in Psicologia Forense e, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, continuo a studiare approfondendo vari ambiti della psicologia. Mi sono innamorata della Spagna ed ho pensato di trasferirmi lì quando un giorno del mio secondo viaggio in Andalusia, seduta a leggere un libro in Plaza Nueva a Siviglia mi sono fermata un attimo e guardandomi intorno ho realizzato di sentirmi “a casa”, tutto intorno a me mi dava quella sensazione. Amo il cinema, viaggiare e fare sport, mi piace conoscere nuova gente e confrontarmi con differenti culture cercando di vivere più possibile le emozioni che sono la diversità può regalare.

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