Inserimento e integrazione degli alunni migranti nella scuola spagnola

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L’integrazione in una nuova nazione richiede necessariamente la capacità di sapersi esprimere nella lingua locale, senza questa infatti è veramente difficile instaurare  relazioni sociali con gli autoctoni.

Ma cosa accade quando arriviamo in un posto e non sappiamo parlare la lingua del luogo? Il rischio in questo caso è quello di coltivare relazioni soltanto con i nostri connazionali creando “una comunità dentro la comunità”.

Per fortuna per i più piccoli, tutto è più semplice! Già dal primo giorno di scuola inizia a prendere forma il processo di integrazione. Certamente tutto ciò ha un forte impatto psicologico: il bambino è chiamato ad affrontare una nuova situazione, adattarsi ad un ambiente sconosciuto e ristabilire punti di riferimento. Però l’inserimento scolastico, e più in generale comunitario, non dipende soltanto dal bambino e dalle famiglie: l’istituzione scolastica riveste un ruolo fondamentale in tale processo.

Il crescente numero di alunni immigrati nel sistema educativo spagnolo rappresenta una vera e propria sfida per la nazione. Le strategie di apprendimento e, più in generale, di socializzazione scolastica devono essere pensate e progettate tenendo conto della diversità culturale affinché questa diventi punto di forza e non ostacolo.

A livello  europeo la Spagna sembra essere una tra le nazioni più attente in tal senso. Come si può vedere nell’immagine, sono previste doverse misure di sostegno per favorire l’integrazione degli alunni immigrati, tra cui attività ed iniziative rivolte anche alle famiglie.

Le azioni educative rivolte ai figli di immigrati in età scolare vengono regolamentate da linee guida stabilite dalla Costituzione Spagnola, motivo per cui sono pressoché uguali in tutte le Comunità Autonome. Ad esempio, solo per citarne qualcuna, la Ley Orgánica Reguladora del Derecho a la Educación (LODE) stabilisce che “[…] gli stranieri residenti in Spagna hanno diritto a ricevere l’educazione basica […] gli stranieri residenti che hanno necessità possono ricevere un insegnamento per migliorare l’integrazione sociale, riconoscendo e rispettando la loro identità culturale […]”.

In linea generale tutte le azioni intraprese possono essere ricondotte a tre  macroaree:

  1. Strategie/Azioni volte a compensare le carenze linguistiche degli alunni: normalmente si tratta di una vera e propria immersione linguistica, l’alunno segue lezioni intensive di lingue durante l’orario scolastico o frequenta classi bilingue impartite sia in spagnolo che nella lingua materna (a tal proposito, occhio alle comunità bilingue).
  2. Strategie per compensare le carenze accademiche in varie aree: utilizzo di metodi di insegnamento e di valutazione flessibili (ad esempio vengono applicati programmi scolastici specifici in Andalucía, Canarias e Aragón);  gruppi di rinforzo e appoggio all’apprendimento (Madrid, La Rioja, Región de Murcia e Comunidad Valenciana); realizzazione di laboratori interculturali (Castilla – La Mancha).
  3. Riduzione della proporzione professore/alunni: si consiglia un massimo di 15 alunni per classe per agevolare il processo di insegnamento ed apprendimento.

Inoltre nella maggior parte delle Comunità (Andalucía, Aragón, Islas Baleares, Canarias, Cataluña, Extremadura, Galicia, Madrid, Región de Murcia, País Vasco e Comunidad Valenciana) sono presenti dei professionisti il cui compito è specificatamente quello di accogliere gli studenti immigrati, tra questi anche mediatori culturali ed interpreti per facilitare le comunicazioni tra gli studenti e le loro famiglie e la scuola.

Queste sono solo alcune tra le iniziative intraprese a livello nazionale, insomma la Spagna si avvicina sempre più all’interculturalità nelle scuole!

 

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