La Semana Santa a Malaga

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La Semana Santa a Malaga

La Semana Santa a Malaga è molto sentita, come in diverse altre città spagnole, e la sua preparazione richiede praticamente tutto l’anno.

Le persone che lavorano alla preparazione della Semana Santa, i volontari che suonano nella banda e i nazareni che trasportano i troni partecipano con molto entusiasmo tanto che quando capita che una processione venga annullata per pioggia è un dolore molto forte per tutti.

Nella Semana Santa a Malaga le processioni che sfilano dalla Domenica delle Palme al Venerdì Santo sono 42, trasportando per le strade della città 76 troni. La domenica di Pasqua la processione del “Resucitado” chiude la Semana Santa con gli ultimi due troni.

La prima volta che ho sentito parlare della Semana Santa ho iniziato con una esemplare figuraccia 😉

In quel periodo ancora non vivevo in Spagna ma stavo visitando Jerez de la Frontera con un amico spagnolo e ad un tratto ho visto delle statuine con dei nazareni nelle vetrine di alcuni negozi, allora ho chiesto al mio amico perché si vendessero statuine del Ku Klux Klan.

Il mio amico, ridendo, mi ha risposto che non erano del Ku Klux Klan ma i nazareni che portano i troni in processione durante la Semana Santa e che il ku Klux Klan aveva ripreso dai cavalieri templari questi antichi costumi.

Inutile dirvi quanto mi sia sentita ignorante, inoltre non riuscivo a capire come mai, nonostante Italia e Spagna fossero entrambi Paesi di cultura cattolica, da noi in Italia la Semana Santa e tutte queste tradizioni non esistevano.

Io ero rimasta a Pasqua e Pasquetta (quest’ultima invece non è celebrata come festivo in Spagna ma capisco anche il perché: dopo una settimana di festa c’è bisogno di una tregua). Quindi, nonostante io non fossi una grande ammiratrice della Semana Santa una volta trasferita in Spagna per integrarmi e capirne la cultura, cosa ne pensavano e come la vivevano i miei nuovi concittadini ho deciso di osservarla e documentarmi un po’ per conoscerla più da vicino.

Vi riporterò, quindi, ciò che ho scoperto e mi ha colpito di più della Semana Santa a Malaga!

Le processioni della Semana Santa hanno origine da quelle che si svolgevano fin dall’antichità in molte religioni. Ad esempio gli ebrei realizzavano processioni per Pasqua, Pentecoste e la Festa dei Tabernacoli mentre i primi cristiani usavano le processioni per portare i corpi dei martiri al sepolcro.

Partecipare ad una processione significa omaggiare e fare un riconoscimento pubblico a Gesù, alla Vergine o ai santi che vengono portati in processione. Nella Semana Santa, inoltre, i penitenti vanno in processione per espiare i propri peccati e mostrare pubblicamente il proprio pentimento.

I penitenti (solitamente gli stessi membri della confraternita) vengono anche chiamati Nazareni poiché in origine andavano in processione solo nelle confraternite di Gesù Nazareno, per poi estendersi anche alle altre confraternite e portano un costume speciale: una tunica con un cappuccio che ne nasconde il volto oltre a croci o flagelli.

La processione viene annunciata da una persona posizionata in testa che suona una campanella, simbolo del passaggio da un luogo profano a un luogo sacro, e dalla banda. A seguire i penitenti con la statua di Cristo, quella della Vergine e il popolo che accompagna la fine della processione imitando il cammino di Gesù lungo la Via Dolorosa.

Tra le processioni che si svolgono a Malaga vorrei citarvi le mie preferite, cioè

  • la processione de Nuestro Padre Jesús de la Columna e María Santísima de la O, della Confraternita dei Gitanos, che si svolge il lunedì e
  • quella del Cristo de la Buena Muerte/Mena del giovedì.

Durante la processione dei gitani il suono delle bande si mischia con le preghiere, le esortazioni e i balli dei gitani fino alla conclusione della processione.

Quando i due troni di Gesù Cristo e di Maria Maddalena arrivano davanti alla sede della Confraternita per rientrare vengono posti uno di fronte all’altro come a voler comunicare tra loro e fatti ondeggiare dai nazareni che li trasportano quasi in una sorta di ballo.

Dal balcone della Confraternita si intona una saeta, un canto flamenco senza accompagnamento musicale, che chiude la processione. Può piacere o non piacere il flamenco, però è innegabile che sia in grado di comunicare all’ascoltatore emozioni e storie di vita, accompagnate dalla tipica forza e fierezza gitana.

Il giovedì è il giorno più intenso di tutta la settimana, con le processioni che durano fino all’alba e tutti in festa perché non si lavora. Alle 10 del mattino arrivano al porto le truppe legionarie che partecipano al traslado del Cristo de la Buena Muerte/Mena sul trono processionale e nel tardo pomeriggio alla processione vera e propria per scortare il proprio protettore.

Questa processione è l’unica che prevede la presenza di militari oltre che dei penitenti. Il connubio tra la Legione spagnola e il Cristo della Buena Muerte iniziò negli anni 20 e nel 1930 venne proclamato patrono e protettore di questo corpo militare. Per iniziare la processione i militari intonano l’Inno spagnolo e il celebre “Novio de la muerte” pregando per i caduti spagnoli.

Il venerdì per celebrare il lutto di Gesù Cristo le processioni si svolgono in silenzio, mentre il sabato, a differenza di Siviglia, è una giornata di assoluto silenzio e riflessione, senza lo svolgimento di alcuna processione.

Durante lo svolgimento delle processioni ho assistito a diverse scene che mi hanno colpito:

  • adulti e bambini commuoversi davanti alle statue dei troni,
  • persone che prenotavano il posto in tribuna in plaza de la Constitución per assistere al passaggio di quasi tutte le processioni,
  • altre che posizionavano la propria sedia sul marciapiede dalla mattina per riservare il posto per una processione che si sarebbe svolta nel pomeriggio e
  • altre ancora che affittavano balconi privati per assistere al passaggio dei troni.

Per non parlare del centro città bloccato per una settimana intera (con somma gioia di chi abita in quella zona), circolazione deviata degli autobus, presenza di radio e televisione per mandare in diretta l’evento, distribuzione di calendari delle processioni e app scaricabile per non perdersi proprio nulla della Semana Santa.

In fatto di preparazione dell’evento e organizzazione della Samana Santa Malaga si merita un 10 😀

Non stupitevi se a Malaga assisterete a sacro e profano insieme. Qui le festività cattoliche sono anche un’ottima occasione per celebrare la vita e godersela!

Non vi resta che andare di persona e condividere qui le vostre personali sensazioni!

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