Settimana Santa ad Elche

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Settimana Santa ad Elche

L’origine della Semana Santa ad Elche risale al XVI sec., epoca in cui comparvero in tutta la Spagna le processioni religiose in onore della Pasqua

E’ del 1581 il primo documento in cui si constata la fondazione della Confraternita del Sangue di Cristo.

Attualmente nella Semana Santa ilicitana partecipano trentuno ConfraterniteHermandades, formate da più di 6700 confrati, dando vita a ben 35 processioni che si susseguono dalla Domenica delle Palme alla Domenica della Resurrezione.

La maggior parte delle hermandades indossa delle tuniche con cappuccio, ognuna di un colore diverso rispetto alle altre. Incontrerete ovunque gente incappucciata dall’aspetto anche un po’ “severo”, però non abbiate timore sotto le loro vesti nascondono  caramelle per grandi e piccini.

La città non dorme per tutta la settimana, le processioni si susseguono a ruota continua a tutte le ore del giorno e della notte… sarebbe bello raccontarvi del fascino e delle particolarità di ognuna delle 35 processioni ma, per ragioni che ben comprenderete, mi limiterò a raccontarvi quelle che più mi hanno colpita!  Per farvi un’idea potete comunque consultare il programma del 2017.

Gli ilicitani vivono con fervore tutta la Semana Santa però, sarà che stiamo parlando della patria delle palme, iniziano a prepararsi settimane prime per disfrutar al massimo già del Domingo de Ramos (Domenica delle Palme).

La processione che ha luogo in questa giornata, Procesión de Jesús Triunfante, fu dichiarata di Interesse Turistico Internazionale nel 1997 e vanta una lunga tradizione: nell’Archivio Municipale della città si conservano documenti attestanti la presenza della stessa già nel 1371.

Alcuni giorni prima, nei mercati della città, si installa il Mercado de Palma Blanca dove i cittadini si recano per acquistare le palme bianche. Sono migliaia (circa 50.000 nel 2017) le persone che, con una palma in mano, accompagnano Jesús Triunfante partecipando alla processione.

Generalmente si tratta di palme “lisce” per gli uomini mentre quelle che tengono in mano le donne e i bambini, sono moldeadas (letteralmente “modellate”) da artigiani locali che danno vita a vere e proprie opere d’arte …dei capolavori portati a spasso!

Ogni anno, per valorizzare il lavoro svolto dagli artigiani, viene realizzato un concorso de Artesanía de la palma blanca in cui sono premiate i lavori più spettacolari. Ma cosa se ne fanno di tutte queste palme terminata la processione?

I balconi della città vengono invasi dalle palme benedette, con l’augurio che possano proteggere le case e i suoi abitanti. Qui la palma è proprio sacra!

Un’altra processione che mi ha particolarmente interessata è stata quella del Perdón che ha luogo il martedì notte. Ogni anno la Cofradía del Cristo del Perdón intercede con la giustizia per la concessione dell’indulto a un detenuto.

Si tratta di condannati dalla giustizia spagnola per reati “minori” e che hanno già scontato buona parte della loro pena. A questa processione partecipa la legión un corpo armato spagnolo: i legionarios sfilano tutto il giorno seguendo una marcia militare, fanno roteare in aria i loro fucili con una manualità disarmante e intonano canzoni dinanzi al Cristo del Perdón in segno di devozione e lode.

Il momento più atteso è però la lettura del manifesto della liberazione in Plaça de Baix: il prigioniero, nascosto sotto una tunica nera dai bordi rossi, libera una colomba bianca dinanzi la statua del Cristo come segno della libertà di cui tornerà a godere lui stesso da quel momento in poi.

Ahimè non sono riuscita a vederlo perchè l’anno scorso, dopo 27 anni e per la seconda volta nella storia ilicitana, nessun priso è stato liberato. Il Consiglio dei Ministri ha rifiutato la richiesta presentata dalla Confraternite per la liberazione del detenuto proposto. Ecco la foto delle due donne della confraternite senza il prigioniero in mezzo.

Un altro momento tanto atteso dagli ilicitani è la Procesión General y Santo Entierro del venerdì notte a cui partecipano 12 confraternite.

Quando la Virgen de los Dolores arriva nella Plaça de Baix si celebra la Trencá del Guió che rappresenta la fine del periodo di lutto. I protagonisti di questa tradizione sono tre persone, la tripleta, scelte dal sindaco tra quelle indicate dalla Junta Mayor de Cofradías y Hermandades che rappresentano i cittadini di Elche.

La tripleta di fronte la Vergine dà vita a un protocollo cerimoniale: il portatore o la portatrice del guió (una grande bandiera nera) ovvero il trencaoro o treancora, lo fa ondeggiare in segno di riverenza e rispetto per la Vergine fin quando il bastone non si spezza.

Secondo la tradizione se il bastone si rompe al primo tentativo, ovvero quando la bandiera sventola per la terza volta, la città vivrà un anno prospero.

Se ancora state cercando di organizzare le vacanze pasquali, perchè non fare un salto ad Elche?

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